
Appello ai lettori
PER UN COORDINAMENTO DELLE ATTIVITA' ARMENE
Da un certo numero di anni la visibilità degli armeni in Italia e le attività ad essi connesse sono sensibilmente aumentate. Sarà per la presenza di un'ambasciata in rappresentanza di un'Armenia divenuta indipendente, o per l'attualizzazione del tema del genocidio, oppure per l'interesse suscitato dal paventato ingresso della Turchia in Europa, od anche per il considerevole numero di libri ed articoli riguardanti gli armeni che vengono sempre più frequentemente pubblicati, o per molti altri motivi che sarebbe lungo elencare; ma il fatto è che tutto ciò che è collegato agli armeni in Italia è uscito da un lungo letargo per divenire più evidente e suscitare un maggiore interesse nell'opinione pubblica.
Se un tempo bisognava cercare con il lumino un articolo di giornale che parlasse degli armeni, ora non si riesce a star dietro alla massa di pubblicazioni al riguardo.
Se tutto ciò può essere motivo di soddisfazione, d'altro canto impone anche di rivedere i comportamenti e le strategie fino ad ora adottati dalla comunità italo-armena.
In Italia operano, più o meno attivamente, varie associazioni od istituzioni armene: l'Unione Armeni d'Italia, la Casa Armena, la chiesa armena, l'Unione Generale di Beneficenza a Milano; l'associazione Italiarmenia, l'associazione Padus Araxes, il Centro Studi e documentazione della Cultura Armena, la Voce Armena nel Veneto; le associazioni Zizernak e Amici dell'Armenia, rispettivamente nel Friuli ed in Emilia; la Comunità Armena di Roma e del Lazio, l'associazione Zatik, Akhtamar a Roma; l'associazione armena operante in Puglia e varie altre organizzazioni che, un tempo operose, oggi sopravvivono solo di nome. E poi enti religiosi come la Congregazione Mechitarista, il Pontificio Collegio Armeno, la Congregazione di suore dell'Immacolata Concezione ed inoltre l'ambasciata armena. Infine vi sono le cattedre di armeno nelle università di Venezia e Bologna. Tutte queste entità non sono direttamente dipendenti dalla comunità armena, o da alcuni suoi membri, essendo soggette ad altre istanze, come per esempio gli enti religiosi, le cattedre universitarie o l'ambasciata. Comunque sia tutte sono presenti ed operano, ognuna nel proprio ambito.
Ora, data la mutata situazione alla quale si è accennato, si impone quanto alcune persone già da tempo richiedono: una coordinazione fra le varie entità armene operanti in Italia.
Si va dalla regolare, reciproca e preventiva informazione riguardo alle attività da intraprendere, da parte di ciascuno, alla cooperazione per lo svolgimento di iniziative comuni, alla creazione di strutture od organizzazioni comuni per il perseguimento di determinate attività. Basti pensare alla necessità di controbattere a determinati articoli di stampa; cosa , questa, che non può essere lasciata alla sola iniziativa dell'ambasciata armena, ma che dev'essere intrapresa anche dalla comunità italo-armena stessa, eventualmente d'accordo con l'ambasciata e a sostegno dell'azione di quest'ultima. Oppure, com'è il caso oggi della mostra itinerante di Armin Wegner ed in passato dell'esposizione sull'architettura armena, si possono organizzare delle mostre che, una volta allestite, possono essere utilizzate in varie città e da parte di più d'una associazione. Lo stesso dicasi per conferenze, opuscoli o manifesti; oppure per manifestazioni a favore o contro qualche cosa e così via.
Il coordinamento è necessario. E' vero, esiste un'Unione Armeni d'Italia, che almeno nel nome, dovrebbe rappresentarci tutti. Ma questa istituzione è stata da sempre più un'espressione della pur maggioritaria comunità armena di Milano, che non della totalità degli armeni residenti in Italia ed inoltre negli ultimi anni ha avuto un'attività piuttosto sonnacchiosa, almeno se confrontata con quella della Comunità Armena di Roma che ha mostrato un maggior dinamismo tant'è che molti guardano ad essa come a reale rappresentante della totalità degli armeni d'Italia.
Ora, senza voler creare inutili e dannose concorrenze fra Roma e Milano, si ponga la prima pietra per una maggiore collaborazione ed un duraturo e proficuo coordinamento. Che sia Roma o Milano a prendere l'iniziativa e ad assumersi l'onere di mantenerla in piedi, poco importa; purché si inizi e qualcuno lo faccia.
Come primo passo sarà necessaria una riunione fra i rappresentanti delle varie associazioni ed istituzioni.
Certamente si porranno dei problemi non facilmente risolvibili, come, per esempio la partecipazione degli enti religiosi, dell'ambasciata o delle cattedre universitarie che per la loro stessa natura non potranno dipendere da un qualsivoglia coordinamento italo-armeno. Potranno però collaborare nelle forme e nei modi che, non contraddicendo i dettati del loro stato giuridico, permettano una cooperazione reciprocamente utile.
Con un po' di buona volontà, ed anche con una certa dose di fantasia, questi problemi potranno essere risolti. Basta che vi sia la volontà di risolverli e che ognuno sia disposto a smettere di preoccuparsi del proprio ed esclusivo orticello per porre a disposizione degli altri le proprie potenzialità. Tutto ciò per il bene comune.
Detto questo invitiamo i lettori ad esprimere il loro parere al proposito. Chi ha da suggerire o proporre qualcosa a tal proposito può scrivere al seguente indirizzo della Voce Armena:
redazione_voce_armena@fastwebnet.it
Tutte le proposte e le eventuali critiche saranno ben accette.
Grazie
La Redazione