
PERLE TURCHE
Non si tratta di piccoli e variopinti oggetti di vetro che potrebbero essere prodotti in Turchia ad imitazione di quelli che, creati da abili artigiani di Murano, sono noti in tutto il mondo per la loro bellezza ed eleganza. Sono, invece, delle uscite di politici turchi di primissimo piano che dimostrano quale sia il concetto che i dirigenti turchi hanno delle loro minoranze etniche.
Ma per comprenderlo bene dobbiamo fare un passo indietro e rifarci ad un apologo. Fausto di Bisanzio, o Pavsdos; storico armeno dell’antichità, narra che nel IV° secolo dopo Cristo il re persiano Sapore 2° il Longevo volle sondare quanto fosse sincera l’amicizia e la sudditanza del re armeno Arsace 2°. Perciò, invitatolo alla corte persiana, fece portare della terra dall’Armenia e la sistemò sotto una parte della sua tenda cosicché questa risultò essere per metà su terra persiana e per metà su terra armena. Invitò quindi Arsace a discutere con lui passeggiando sotto la sua tenda. Mentre camminavano sulla terra persiana il re armeno si proclamava fedele alleato e vassallo del collega persiano, ma ogni qualvolta calpestava la terra armena, rivendicava la sua indipendenza ed il fatto di essere il re dell’Armenia.
Tutto ciò per spiegare che per conoscere le vere intenzioni dei dirigenti turchi bisogna vederli a casa propria e non quando vengono in Europa, in doppiopetto e cravatta, facendo il baciamano alle signore o dimostrando una padronanza oxfordiana della lingua inglese.
Ed è così che il premier turco Erdogan, recatosi recentemente nella Turchia sud-orientale è stato accolto da manifestazioni di protesta da parte della locale, e maggioritaria, popolazione curda. Al che il capo del governo turco ha risposto, nel corso di un pubblico comizio, affermando “Qui c’è un solo popolo, un solo Stato ed una sola bandiera; chi non è d’accordo se ne vada da qui”.E questo sarebbe il vertice di uno Stato che dovrebbe entrare, con questa mentalità, nella Comunità Europea?!
Ma non si tratta di un caso isolato, anzi. Più o meno nello stesso periodo il ministro turco della difesa (ma dato il soggetto, oltre che il sistema lì vigente, sarebbe più appropriato il vecchio termine di “ministro della guerra”) parlando a Bruxelles si è compiaciuto del fatto che la Turchia, nel secolo scorso si è “liberata” delle minoranze greche, numerose sulle rive del mar Nero oltre che dell’Egeo, ed armene, concentrate nell’est del paese. Fu grazie a ciò, a detta del ministro, che la Turchia è potuta divenire lo Stato che è adesso.
Sono subito piovute critiche dagli ambienti liberali turchi ed il ministro ha detto, come sempre avviene in questi casi, che era stato frainteso. Ma “voce dal sen fuggita…”
Scendendo su un gradino più basso la situazione non cambia. Per dirimere una questione fra un’insegnante ed il suo preside che da lei era stato accusato di molestie, il ministero turco della pubblica istruzione ha inviato degli ispettori nella scuola in questione. Ovviamente hanno interrogato le persone coinvolte oltre che gli altri insegnanti ai quali hanno posto varie domande per appurare se il preside si era comportato male nei confronti dell’insegnante. Fra le varie domande, non molte in verità, una suonava più o meno così “Per caso il preside ha offeso l’insegnante affermando che è armena?”
A quanto pare questa mentalità è ormai matura per l’esportazione anche in Europa dato che negli ultimi anni si sono susseguiti assalti di turchi contro armeni in Belgio ed in Francia. Anche In Italia abbiamo potuto assaggiarne un antipasto due anni fa con l’assalto di un turco contro una mostra sul genocidio armeno a Varallo Sesia. E’ dei nostri giorni, poi, la notizia di minacce allo scrittore Alberto Rosselli, “reo” di essere l’autore di un libro intitolato “L’olocausto armeno”.
Infine anche i turchi vivono l’era informatica. Infatti sul sito internet “Google earth”, dove è rappresentata la Terra con ogni suo minimo particolare, un ignoto internauta al posto del memoriale del genocidio armeno di Yerevan ha scritto “Talat pascià”, il nome del principale responsabile del genocidio…
Ogni commento è superfluo. Evviva l’ingresso della Turchia nella Comunità Europea!
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Non tutti i turchi sono così. Ad onor del vero bisogna ammettere che ve ne sono anche di tutt'altra pasta. Ne è prova la notizia seguente comunicataci dal nostro corrispondente.
"E' stato di recente pubblicato sui giornali turchi un annuncio che un gruppo di intellettuali turchi dal capodanno inizierà una campagna di firme per il riconoscimento della tragedia armena. La campagna s'intitola "Chiedo scusa" e la lettera continua cosi:
"La mia coscienza non mi permette di
rimanere insensibile e di negare la grande tragedia che il popolo armeno
dell'Impero Ottomano ha vissuto negli anni 1915 . Io trovo questo atto ingiusto
e condividendo il dolore dei miei fratelli armeni chiedo loro perdono".
Questo annuncio resterà
su internet e ha l' obiettivo di farvi partecipare più gente possibile.
Lo scopo principale di questa campagna è di presentare e spiegare al pubblico
la grande tragedia armena che in tutti questi anni è stata un grande tabu e fino
ad ora non è stato scritto o spiegato nulla al popolo turco. Perciò la maggior
parte dei turchi non conosce la verità e crede che durante quegli anni gli
Armeni dell'Anatolia abbiano vissuto una vita tranquilla; anzi siano stati loro
a tradire la Turchia unendosi ai suoi nemici."